Cod. Prog. 10.2.2A-FSEPON-CA-2018-1234 Digital born e pensiero computazionale

Nella scuola dell'autonomia e delle competenze è sempre più sentita l'esigenza di progettare percorsi formativi con caratteristiche organizzative, flessibili per tempi, modi e forme dell'insegnamento, così da renderli più vicini alle modalità e ai ritmi di apprendimento.

Per promuovere un’attività educativo-didattica realmente efficace, si ravvisa l'esigenza di una continua sperimentazione di «nuovi modi di fare scuola», che si adattino ai piccoli 'nativi digitali' e al loro diverso modo di apprendere e di interagire con la realtà.

Utilizzando i device interattivi, l’intelligenza dei 'digital born' segue i dettami di un apprendimento spaziale, multitasking, basato sulle regole dell’ipertesto (cioè di una lettura digitale che non è più lineare, ma si realizza su una pluralità di testi, documenti e contenuti di vario genere inerenti un determinato argomento, organizzati ed immediatamente fruibili attraverso la selezione di parole-chiave che fungono da collegamento, come veri e propri nodi di una rete), che costringe ad imparare per esplorazione e attraverso salti cognitivi, e segue processi di serendipità.

Questo richiede all'istituzione scolastica una forte flessibilità e anche il «rimettersi in gioco», adattando continuamente le modalità di insegnamento realizzate dal proprio corpo docente per stare al passo con i tempi e con le crescenti e sempre più diversificate esigenze degli alunni: metodologie educativo-didattiche valide e in grado di tenere il passo con l'innovazione e con la realtà vissuta dai piccoli attori del contesto scolastico.

Digital born e pensiero computazionale

10.2.2A-FSEPON-CA-2018-1234
 

 

Impariamo il coding - percorso base 60 h

É ampiamente dimostrato come una corretta alimentazione sia fondamentale non solo per assicurare all'individuo uno stato di nutrizione ottimale, ma anche e soprattutto per tutelare la salute e garantire la qualità di vita.

La vita moderna ci lascia sempre meno tempo per rispettare la sana “tradizione”dei nonni, per i quali ritrovarsi a tavola rappresentava una “sosta serena”, un riposo dalle fatiche del lavoro.

Il diverso approccio al momento del pasto, considerato allora una pausa funzionale per permettere all'organismo di ritrovare energie fresche, consentiva un rapporto più semplice e diretto con il cibo;in altre parole, il nutrirsi era senz'altro più legato ad una necessità pratica.

Nel corso del tempo le abitudini dietetiche-alimentari hanno subito profonde modifiche sia in senso qualitativo che quantitativo;esse si sono adattate alle risorse naturali della varie e differenti aree geografiche, al livello culturale della popolazione, alle condizioni socio-economiche ed allo stile di vita ad esse connesso.

La stretta unione tra salute ed alimentazione è ormai nota, come è ormai dimostrata la possibilità di prevenire diverse problematiche fisicorelazionali attraverso una dieta corretta.

L'importanza di un'adeguata educazione alimentare è evidente.

L'attuazione di tale progetto vuole far acquisire abitudini alimentari sane stimolando l'abbandono di comportamenti errati.

 

 

Cyberbullismo 30 h

Il progetto si basa sulla consapevolezza che la disponibilità capillare di internet e l’utilizzo crescente di dispositivi connessi alla rete rappresentano per le nuove generazioni, i cosiddetti ‘nativi digitali’, nuovi mezzi per comunicare, relazionarsi con i pari e confrontarsi con il mondo, spesso usufruendo della rete senza alcun controllo da parte degli adulti (a volte meno tecnologici e digitali dei propri figli).

La rete risulta  essere indubbiamente un mezzo potente, affascinante e in continua evoluzione, ma la sua potenza costituisce anche un reale rischio se non si riflette sul suo corretto e responsabile utilizzo, soprattutto da parte dei giovanissimi.

Negli ultimi anni il termine cyberbullismo, insieme a quello tradizionale di bullismo, è comparso frequentemente nelle cronache dei giornali e della televisione, presentando bambini/ragazzi come capaci, da un lato, di gravi condotte sociali e, dall’altro, con caratteristiche proprie di disagio sociale e abbandono scolastico. Il cyberbullismo è una forma di disagio relazionale, di prevaricazione e di sopruso perpetrata tramite i nuovi mezzi di comunicazione come le chat, i social, i telefoni cellulari ed il web in generale.

Prepotenze, minacce, offese, dipendenze comportamentali (smartphone e videogame), disturbi comportamentali (disturbo oppositivo – provocatorio e aggressività), maltrattamenti sono sempre più frequenti non solo nei luoghi di ritrovo da bambini e ragazzi ma soprattutto a scuola e, sempre di più sulla rete.

Nella nostra società individualista e senza modelli di riferimento validi, i bambini/ragazzi sono spesso isolati ed incapaci di elaborare esperienze ed emozioni complesse. In tale cornice, complici i social network, molto spesso il bullismo diventa allora una tipica risposta alle difficoltà individuali.

Giampaglia Webjournal 60 h

Realizzare un giornalino scolastico rientra nella consuetudine didattica di questa scuola da diversi anni. L’attività viene svolta durante le ore curricolari e coinvolge in modo trasversale diversi ambiti disciplinari; essa rappresenta un’occasione per avvicinare in modo divertente gli studenti alla scrittura e alla multimedialità e un’ulteriore opportunità di esprimersi e comunicare.

Sempre più alunni, guidati dalle docenti di classe, durante l’anno vengono incoraggiati a scrivere articoli. Ciascuno si cimenta in base al proprio livello di competenza linguistica, ma ha la possibilità di esprimere le proprie idee e confrontarsi con i compagni e con i docenti.

Siamo convinti che la realizzazione del giornalino scolastico sia uno strumento validissimo di formazione, in quanto consente un processo motivato di apprendimento. Scrivere un giornale può trasformarsi da un compito a una passione.

Il giornale può contribuire, addirittura promuovere, il percorso formativo dei nostri alunni Attraverso il giornale si avviano verso la lettura del mondo che li circonda. Si guardano attorno, osservano, si fanno un’opinione e poi cominciano a formulare giudizi: si forma il cosiddetto spirito critico. Il giornale assume diverse funzioni, da quella di raccoglitore delle esperienze didattiche più significative a quella di laboratorio in cui i ragazzi possono sperimentare differenti modalità di scrittura creativa.

La dimensione pedagogica del laboratorio è importante. I laboratori attraversano sentieri interdisciplinari, puntando dritto all’acquisizione di competenze metacognitive (la capacità di elaborazione, scoperta, metodo) e fantacognitive (la capacità di intuizione, invenzione, trasfigurazione) e sono il luogo più adatto per sviluppare la comunicazione, la socializzazione e l’autonomia.

I destinatari saranno alunni di terza, quarta e quinta.

 

Il laboratorio 'Giampaglia Webjournal' intende realizzare una versione digitale del giornalino “Un ciclone di notizie” già esistente, perché realizzare un giornalino scolastico digitale permette di avvicinare gli studenti ad un mezzo di comunicazione di massa (e di conseguenza introdurli nelle tematiche relative al mondo dell’informazione giornalistica), ma anche perché è possibile avviare percorsi didattici più coinvolgenti e motivanti, capaci di seguire le  reali attitudini e gli interessi degli alunni.